Poesia & racconto erotico

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Una mia poesia
Scaldami ti prego, scaldami come fa il sole. Con il tuo sguardo, con le tue parole. Scaldami con le tue carezze, con le tue labbra e con il tuo sapore. Scaldami amore, scaldami per sempre. scaldami la vita.
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L'eros in parole



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voli milano roma napoli

giovedì, 31 agosto 2006,ore 22:36

Due corpi umidi
scivolano tra le lenzuola,
si cercano.
La mia carne
trema al tuo cospetto.
Smania,
non ha pace.
Cresce la bramosia
di sapere
del tuo sapore.
I miei sensi cercano
la fusione
con i tuoi.
La luna illumina
il nostro piacere.
Mani nelle mani.
Corpo contro corpo.
Una sola cosa.
La mia anima
anela a te

making love

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categoria : tre parole



giovedì, 31 agosto 2006,ore 21:27

MANI, LENZUOLA, LUNA
Mani che si cercano
accarezzano il nostro essere
fra petali di rose e cristalli di passione
stroppicciano lenzuola
mentre la luna complice
osserva silenziosa
l' estasi che ci avvolge...

rosegialle

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categoria : tre parole



giovedì, 31 agosto 2006,ore 20:52

Gioco di te.

Spire di nebbia
avvolgente palcoscenico
Fugaci occhiate
ingannatrici mimiche
Segreti semi
tremono all'incontro
Cuore in gola
emozioni tra le dita
Asso di picche su
su regina di cuori
Morbosa vittoria
prigioniera del gioco

-StregaLunare-


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categoria : passione, parole come carezze sulla pelle



mercoledì, 30 agosto 2006,ore 21:31

La Limousine..

... sapeva che raccontare a lui il sogno erotico avrebbe avuto un risvolto delizioso, si perché il loro legame era così profondo e sentito che ogni suo desiderio, non rimaneva tale troppo a lungo e lei di questo ne era amabilmente consapevole.
Al tavolo del raffinatissimo ristorante teatro del loro ennesimo incontro lei gli confidò il sogno che si era prepotentemente presentato nella sua mente la notte precedente, gli parlò di Limousine, di quanto gli sarebbe piaciuto fare l'amore all'interno di quella vettura prestigiosa, magari sfrecciando in una superstrada ma sarebbe stato ugualmente eccitante anche il traffico cittadino... sarebbe stata un'emozione nuova... ma destinata a restare un sogno, loro non possedevano una macchina del genere.
Lui si alzò da tavola con un pretesto banale, la lasciò sola per qualche breve minuto e tornò al tavolo con un sorriso malizioso che era tutto un programma, ma lei non osava minimamente sperare che ancora una volta lui sarebbe riuscito a realizzare i suoi desideri.
Alla fine del pranzo quando lui chiese il conto, sembrava che i suoi sensi fossero rapiti da una strana sensazione, una luce negli occhi tradiva l'eccitazione del suo sguardo e lei non riuscì a spiegarsi a cosa fosse dovuta, sapeva di fargli uno strano effetto, che anche lo sfiorarsi a vicenda le mani procurava in loro delle emozioni intense, dei fremiti di piacere che percorrevano la schiena come fossero carezze ... ma non riusciva minimamente a spiegarsi la luce dei suoi occhi, quegli occhi azzurri come il ghiaccio che erano stati capaci di farla innamorare al primo sguardo.
Appena uscirono dal ristorante lui si fermò per ammirare lo sguardo di lei quando vide la Limousine nera parcheggiata a lato... "Tu non....come hai fatto?"
Lui fece cenno all'autista che scese per aprire la portiera, lei salendo si lasciò scivolare lungo quello che doveva essere un chilometro di morbida pelle e lui salì dopo di lei.
Il pannello che li separava dall'autista si aprì: "dove signore?"
"Ci porti in giro. Vogliamo vedere il paesaggio."
"Bene signore" , il pannello si chiuse con un soffio.
Non appena l'auto partì, lui prese una bottiglia di Champagne dal mobiletto...
Vogliamo bere? propose.
Un goccio non farà male, disse lei ammirando la maestria con cui lui stappava la bottiglia, i bicchieri non servivano, vieni a prenderla, sfidò lui bevendone un sorso. Lei lo baciò e sentì sulle sue labbra il gusto del vino frizzante, non contenta, gli insinuò la lingua tra le labbra e assaporò fino in fondo un lungo bacio allo champagne. quando si staccò da lui, gli tolse di mano la bottiglia.
"Ora tocca a me"
Lui la guardò riempirsi la bocca e protendersi verso di lui, ma quando fece per abbracciarla, lei si divincolò e cominciò a spogliarlo, quando gli ebbe denudato il torace, bevve un altro sorso e gli passò la lingua su un capezzolo e poi sull'altro, contenta di sentirlo fremere e sollevare i fianchi. Un altro sorso e questa volta cominciò a stuzzicargli provocatoriamente l'ombelico.
Oh no, gemette lui.... mentre lei gli slacciava i pantaloni e glieli abbassava sui fianchi insieme agli slip. Un altro sorso e prese a torturarlo amabilmente con la bocca fredda e piena di bollicine, lui sobbalzò e lei lo tenne fermo e continuò finché lui non raggiunse il punto di non ritorno, l'attimo dell'erezione perfetta e consapevole di voler sentire dentro di lei la sua mascolinità lascio che lui si impadronisse di lei, in pochi istanti entrambi persero il controllo, lei raggiunse l'apice del piacere per prima, lui la seguì un attimo dopo, fu un'esplosione di luce e colori e sfiniti si abbandonarono ad un abbraccio che avrebbero voluto non terminasse mai perché solo restando abbracciati in quel modo loro erano padroni del mondo, dei loro desideri, dei loro sogni.....

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categoria : racconto



mercoledì, 30 agosto 2006,ore 21:10


Sospiri che tagliano l’aria...
lenzuola aggrovigliate
sudore...baci...
lingue danzanti...
occhi socchiusi, abbracci... .
mani serrate..
gemiti di piacere.
E poi..
solo il silenzio della luna,
unica spettatrice
di questa notte d'amore

Franco



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categoria : tre parole



mercoledì, 30 agosto 2006,ore 15:23

L’occhi tui belli svotano er cervello
quanno che puntano li mia, diretti.
Dicheno tutto, me parleno de quello
che alle parole nun je lo permetti.

De chi sei so’ specchio, descrizzione,
‘n libbro che se legge a ‘n fiato solo,
che ricconta tutto, senza ‘na finzione:
l’anima tua è da lì che spicca er volo.

Viene ner core mio e la carne accenne,
strizza le vene e m’arza la pressione,
portanno in tiro quello che me penne,

riaccenne er foco e puro la passione …
mela mia matura, me so’ ammaliato
de te e der sapore tuo esaggerato!

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categoria : poesia



mercoledì, 30 agosto 2006,ore 12:49

  
Quella sera la luna ci scrutò da lontano
regalandoci un timido raggio di luce.
Con discrezione fece capolino nella stanza,
vide le nostre mani su di noi,
a rincorrere il desiderio,
a sfiorare la passione,
ad esplorare la voglia di noi stessi.
Sotto quelle lenzuola bianche
i nostri corpi si avvinghiavano
fino a sembrare fantasmi
in lotta con l’amore.....
Ed aspettammo il sole per farci avvolgere
da altri raggi di luce e di calore....
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categoria : tre parole



mercoledì, 30 agosto 2006,ore 12:25

mani, lenzuola e luna ?
Agli amanti focosi portano fortuna
 
Luna birbona c'ammicchi al perigéo
Espandendo lattea luce sugli amanti
Esibendo a loro l'ombre in trofeo
Sulle loro nude membra lestofanti
 
Con le mani indaffarate tattiglianti
Inzuppando le lenzuola degli umori
Prodotti dall'ansimare spasimanti
A cercare i sentimenti lor tesori
 
Annodati in tutt'uno in quel chiarore
Mani lenzuola e luna in ammucchiata
Godendo dei frutti acerbi dell'amore
Deliziate ore che volano in picchiata
 
L'alba è prossima eicula i suoi bagliori
Che il celeste astro guida sa irradiare
Cancellando l'ombre bianche della luna
C'è un altro giorno... tutto da gustare
 
Edo e lestorie appese
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categoria : tre parole